VERDIGLIONE A MODENA

IL SECONDO RINASCIMENTO NEL PIANETA

Che Modena sia una città in viaggio è confermato da diversi anni dai dati dell’esportazione, che la vedono nei primi dieci posti in Italia. E le imprese protagoniste dello sviluppo in vari settori non si limitano a casi di indiscussa notorietà, come quelli delle case automobilistiche. Anzi, se città in viaggio vuol dire soprattutto città che compie passi da gigante nell’innovazione, pare che siano i piccoli laboratori a dare i risultati più consistenti: pensiamo al distretto di Mirandola che, accanto a vere e proprie multinazionali, ospita centinaia di micro imprese fornitrici in tutto il mondo delle più avanzate tecnologie e prodotti biomedicali; o all’area di Campogalliano, nota da sempre come la capitale delle bilance e ora sede di laboratori in grado di dare soluzioni di altissima precisione per la qualità e il collaudo alle più importanti aziende di vari settori; per non parlare del distretto ceramico di Sassuolo o del settore alimentare, che riesce a portare anche sulle tavole giapponesi balsamico e tortellini.

Valori dell’impresa che man mano sono divenuti o possono divenire valori della società e della città. Valori da conservare e valori da costruire. Se Modena è città in viaggio oggi è dovuto alle imprese che, come le botteghe del Rinascimento, sono fucine di idee, di progetti e programmi di vita di intere generazioni.

Eppure, conservare e inventare valori non è facile. Prova ne è il fatto che troppo spesso si sente parlare – soprattutto nelle aziende che sono sorte alla fine degli anni cinquanta – di crisi dell’impresa per la successione. Allora, molti si chiedono che cosa accadrà se i figli non proseguiranno l’attività della famiglia, come se divenire imprenditori fosse conseguenza dell’origine e dell’appartenenza naturale a una famiglia piuttosto che a un’altra. Ebbene, se in Italia serviranno diecimila nuovi imprenditori nei prossimi dieci anni – come risulta da uno studio recente della Regione Emilia Romagna –, non c’è da stare a guardare. Una società che va sempre più verso il lavoro indipendente non può permettersi di aspettare che i cervelli di oggi partoriscano i cervelli di domani. Uno dei motivi che sta alla base del programma di brainworking (“lavoro di cervello”) che si avvia con la conferenza internazionale del prof. Verdiglione è proprio quello di aprire il dibattito sull’avvenire dell’impresa che, per una città in viaggio come Modena, è l’avvenire della società. E ci auguriamo che per impresa s’intenda non solo l’azienda, più o meno piccola, in cui ciascuno vive la maggior parte della giornata, ma, in senso più lato, l’impresa di vita, il viaggio della scienza, dell’economia, della finanza, della cultura e dell’arte. Un viaggio che ha bisogno del cervello come la nave del capitano. Ma come instaurare il cervello dell’impresa, la direzione verso la qualità, senza chiedersi chi sa comandare e chi sa obbedire?

Se apparentemente Modena, come molte città italiane, sconta il ritardo con cui è stato recepito il termine brainworking (ufficialmente divulgato nel 1988 nell’ambito del programma FAST dell’Unione Europea), non dobbiamo disperare. A ben guardare, infatti, l’imprenditore come brainworker è nuovo ma è anche antico, perché affonda le radici nel Rinascimento, nella bottega in cui il maestro, uomo di cultura oltre che d’ingegno, non delegava agli allievi e ai tecnici né la mano né il cervello della bottega. Produrre, vendere e comunicare erano frutti inscindibili della mano intellettuale, come la chiamava Leonardo da Vinci. Nella mano il cervello e nel cervello il capitale. La città e la civiltà si costituiscono se ciascuno restituisce un granello, anche quello che magari non ha mai ricevuto. Quanti sono infatti in Emilia Romagna gli imprenditori che hanno costruito la propria azienda da ex operai o dirigenti di grandi aziende in cui lavoravano? E non hanno certo atteso di essere in possesso di capitali prima di avviare l’attività, ma, ingegnandosi, hanno valorizzato il patrimonio di esperienza in direzione della qualità e, quindi, in direzione del capitale intellettuale.

La conferenza internazionale, organizzata da Nuova Didactica, dall’Università Internazionale del Secondo Rinascimento e dall’Equipe Cifrematica di Modena, si è tenuta venerdì 2 aprile 2004 presso l’Auditorium “Giorgio Fini” di Confindustria Modena.