La materia intellettuale

LA MATERIA INTELLETTUALE

Mettendo a confronto la testimonianza di un filosofo di fama mondiale come Carlo Sini con quella di imprenditori, ricercatori e responsabili di reti d’imprese, che hanno raggiunto l’eccellenza in vari settori, nonostante le piccole e medie dimensioni e le difficoltà degli ultimi anni, il Forum è un’occasione straordinaria per acquisire idee e strumenti di valorizzazione dei nostri prodotti made in Italy, vera e propria materia intellettuale.

Al saluto di Alberto Borghi, presidente di TEC Star, Sindaco di Bomporto, sono seguiti gli interventi di Gianni Arduini, industrial designer, che illustrerà i nuovi materiali per il design; Ormes Corradini, amministratore unico di SCE Elettronica, che parlerà del polo tecnologico di Modena e della nuova Fondazione dell’Istituto per le nuove tecnologie (I.T.S.) per il made in Italy – meccanica e materiali, primo e unico in Italia; Lino Antonio Credali, presidente di Ardea Progetti e Sistemi e consigliere di AICO (Associazione Italiana Compositi Fibrosi), che ha illustrato i nuovi materiali in fibra di carbonio per l’architettura e il restauro; Sergio Dalla Val, brainworker, cifrematico, presidente dell’Istituto Europeo dei Brainworkers, che ha dato indicazioni per un approccio intellettuale al cervello dell’impresa; Paolo Moscatti, presidente di TEC Eurolab, che ha percorso lo sviluppo dei materiali negli ultimi decenni; Roberto Reggiani, direttore di Fasipol, che ha illustrato i nuovi prodotti in poliuretano per la sicurezza delle piste ciclabili; Ermi Bagni, direttore Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi, che ha dato testimonianza di un’esperienza di rete che contribuisce alla diffusione dei prodotti tipici in tutto il mondo; Carlo Sini, docente di Filosofia Teoretica all’Università Statale di Milano, membro dell’Institut International de Philosophie di Parigi, autore di numerosi libri tradotti in varie lingue, fra cui La materia delle cose. Filosofia e scienza dei materiali, che ha dato un contributo al dibattito ponendo questioni radicali alla scienza, valorizzandone le virtù e mettendone in discussione i dogmi; Mauro Varasi, Responsible Defence Product Policy di Finmeccanica S.p.A., che ha esposto i risultati più avanzati della ricerca sulle nanotecnologie.

Ecco le dichiarazioni del direttore scientifico del Forum, Anna Spadafora, brainworker, direttore dell’Associazione Culturale Progetto Emilia Romagna, sull’importanza dei materiali e della materia intellettuale oggi: “Fin dalle epoche preistoriche, i materiali hanno influenzato la vita degli uomini e la loro organizzazione sociale. E la scienza ha compiuto passi inimmaginabili grazie alle esigenze pratiche alle quali occorreva via via rispondere sfruttando le loro proprietà. Il loro numero nel secolo scorso è talmente aumentato che negli anni cinquanta è sorta una vera e propria “scienza dei materiali”. Ma dinanzi a tale proliferazione chi decide di che cosa devono essere fatti gli oggetti, da quelli di uso quotidiano a quelli di culto? E in che misura lo scienziato e l’ingegnere devono tenere conto degli effetti del loro operato, anziché mantenersi neutrali e limitarsi a ritenerlo un mero intervento tecnico? Dopo 560 anni, Leonardo da Vinci ha ancora qualcosa da insegnarci con il suo approccio globale all’esperienza, in cui nessun aspetto della vita può essere ritenuto secondario. Solo così, ciascun materiale non è materia morta che aspetta uno spirito che la animi, ma è materia intellettuale e la decisione di utilizzare un materiale anziché un altro deve rispondere al criterio della qualità, anziché a interessi e finalità di parte. E solo con un approccio globale all’esperienza, alla ricerca e all’innovazione, le dimensioni delle nostre aziende non sono un limite. Anzi, in un momento in cui i vecchi assetti economici, politici e finanziari, scardinati dalla crisi mondiale, non riescono a essere sostituiti da nuovi sistemi, sempre pronti a chiudere ogni breccia e a scoraggiare la libera iniziativa, dobbiamo chiederci qual è il contributo che l’Italia e l’Europa – con le loro imprese, eredi delle botteghe rinascimentali – possono dare alla scienza, all’arte e all’invenzione.

Mai come oggi, anche la più piccola azienda della provincia può raggiungere risultati straordinari nell’innovazione di prodotto e di processo e affermarsi in tutto il mondo. Proprio per questo, occorrono nuovi dispositivi per valorizzare il cervello dell’impresa, anziché lamentare la fuga di cervelli, e per offrire una chance ai giovani che intraprendono nuovi o antichi mestieri, tenendo conto della trasformazione in atto.

Questo forum sorge anche per verificare in che modo favorire sia l’alta formazione tecnica sia quella per divenire brainworkers e quali sono le opportunità che offrono le nuove frontiere della ricerca e dell’innovazione nelle nanotecnologie e nei materiali – che hanno punte di eccellenza in settori come la meccanica, l’architettura e il design –; nonché le opportunità che può offrire la valorizzazione di prodotti della tradizione o dell’ingegno, attraverso la promozione della proprietà intellettuale e la costituzione di reti e consorzi”.

Il Forum nazionale, organizzato dall’Equipe Cifrematica di Modena e dall’Associazione Culturale Progetto Emilia Romagna, si è tenuto venerdì 15 aprile 2011 nella splendida cornice di Villa Cavazza “Corte della Quadra”.