La scrittura della felicità

LA SCRITTURA DELLA FELICITÀ

Nel momento in cui in Ucraina si erano appena concluse le elezioni, con la vittoria del partito del presidente Yanukovych, mentre la leader dell’opposizione, l’ex premier Yulia Timoschenko, era ancora in carcere, la venuta in Italia di Anatolij Krym ha assunto particolare valenza culturale.

Attento indagatore del difficile rapporto fra potere e libertà, Krym avverte e registra le tensioni fra cultura e società dal suo trentennale statuto di scrittore e drammaturgo e dalla sua carica di segretario dell’Unione degli scrittori dell’Ucraina fin dal 2004.

Il suo teatro e i suoi racconti, che proseguono la lezione della letteratura dell’ottocento russo, ma affondano le radici anche nella commedia dell’arte italiana, trovano nella cultura e nella tradizione ebraica l’ironia e l’umorismo della vita che dissipano la tragedia. Così, anche circostanze apparentemente gravi non pesano, ma trovano la leggerezza e la tranquillità proprie del fare e della scrittura. Tutt’altro che benessere o edonismo, la felicità risulta con Krym approdo, quando la vita si scrive.

Nato nel 1946 a Vinnica, in Ucraina, Anatolij Krym ha studiato alla Facoltà di Drammaturgia dell’Istituto di letteratura Maksim Gor’kij di Mosca. È drammaturgo di successo e sceneggiatore: in Ucraina e in Russia vengono continuamente riproposte le sue pièce teatrali, fra cui Fiktivnyj brak (1982; Nozze fittizie), Nelegalka (2002; La clandestina), Evangelie ot Ivana (2003; Il Vangelo secondo Giovanni), Zaveščanie celomudrennogo babnika (2004; Il testamento di un donnaiolo illibato), Osen’v Verone (2004; Autunno a Verona).

È anche un eccellente prosatore: noti i suoi romanzi Granica doždja (1983; Il confine della pioggia), Vožidanii messii (1989; In attesa del messia) e la raccolta di romanzi e racconti Čakona (1982; La ciaccona).

Dal 2004 è segretario dell’Unione degli scrittori dell’Ucraina e consulente del Comitato per la cultura e la spiritualità del Consiglio supremo dell’Ucraina.

 

Nel corso dell’evento, organizzato dall’Associazione Culturale Progetto Emilia Romagna e dall’Equipe Cifrematica di Modena, sono intervenuti:

ELENA CORTI, traduttrice e studiosa di narrativa russa;

SANDRA ECKERT, presidente Comunità Ebraica di Modena e Reggio Emilia;

ANNA SPADAFORA, psicanalista, direttore dell’Associazione Culturale Progetto Emilia Romagna.

L’evento si è tenuto giovedì 15 novembre 2012 presso il Palazzo dei Musei di Modena.