Sessualità e impresa

SESSUALITÀ E IMPRESA

Nella sessualità, come nell’impresa, quante rinunce avvengono in nome di una presunta inadeguatezza e quante iniziative sorgerebbero al loro posto se non ci fosse più bisogno di rapportarsi allo standard della cosiddetta normalità? Molto spesso, quelle che vengono chiamate “disfunzioni sessuali” sono sentinelle d’allarme che indicano l’esigenza di trovare un’altra funzione, nel lavoro, nella famiglia e nella società, una funzione che non proceda dalla logica comune, ma dalla particolarità. Ma quali sono gli strumenti perché la sessualità non sia considerata un tabù o un problema lasciato alla cosiddetta sfera dell’erotismo, o tutt’al più agli specialisti, e l’impresa non sia demonizzata e pensata come luogo degli “affari” finalizzati alla speculazione? E in che modo la sessualità e l’impresa possono trovare la loro scrittura con la politica dell’Altro, senza conflitti e competizioni, senza lo spreco che rappresenta il nemico da cui difendere il territorio? Allora, se non si tratta di ottenere un primato a tutti i costi, in che modo ciascuno può instaurare dispositivi di riuscita e divenire caso di qualità?

A queste e altre domande ha risposto Anna Spadafora nel corso degli otto “Lunedì della cifrematica”: 14 novembre e 12 dicembre 2011; 16 gennaio, 15 febbraio, 19 marzo, 16 aprile, 14 maggio e 11 giugno 2012.

Il corso di psicanalisi e cifrematica, organizzato dall’Associazione Culturale Progetto Emilia Romagna e dall’Equipe Cifrematica di Modena, si è tenuto presso il Palazzo dei Musei di Modena.